Chiesa di Santo Stefano • REGGIO EMILIA • Domenica 29 marzo 2026 ore 21
Il mistero del Sepolcro vuoto
Antichi canti liturgici reggiani per il Triduo sacro
SCHOLA GREGORIANA
DELLA CAPPELLA MUSICALE SAN FRANCESCO DA PAOLA DI REGGIO EMILIA
Francesco Crovetti, Pietro Magnani, Erika Passini, Silvia Perucchetti, Irene Saccani cantori solisti
PIETRO MAGNANI e SILVIA PERUCCHETTI direzione
CAPPELLA MUSICALE TERESIANA DI REGGIO EMILIA
Leopoldo Barbieri Manodori, Rita Bellentani, Alessandro Cavazzoli, Sofia Conforti, Filippo Fanti, Annalisa Ferretti, Susanna Picciati, Paolo Picciati cantori
LEONARDO PINI direttore
CESARINO RUINI guida all’ascolto
Nell’ambito di:
Sulle tracce di antiche melodie: viaggio in Æmilia tra patrimoni artistici e musicali
Ciclo di quattro lezioni-concerto sulla Musica del Medioevo
Progetto e coordinamento di Nicola Badolato, Cesarino Ruini e Stefania Roncroffi
Evento organizzato da:
Associazione “Il Saggiatore Musicale”
Deputazione di Storia Patria per le province Modenesi – Sezione di Reggio Emilia
Parrocchia dei Santi Agostino, Stefano e Teresa di Reggio Emilia, in collaborazione con Soli Deo Gloria
PROGRAMMA
VENERDÌ SANTO
Lamento della Vergine ai piedi della croce
INCIPIT LAMENTUM BEATE MARIE VIRGINIS
Flete fideles anime: dal manoscritto C 56 della Biblioteca capitolare di Padova (sec. XIV)
SABATO SANTO
Crucifixum in carne
Antifona processionale al fonte battesimale nella Veglia pasquale
dal manoscritto C-408 della Biblioteca municipale Panizzi di Reggio Emilia (a 4 voci)
MATTINO DI PASQUA
La visita al sepolcro
Dramma liturgico medievale
dal manoscritto 927 di Tours, Bibliothèque Municipale (sec. XII, Francia settentrionale)
Scarica il libretto con testi e traduzioni
NOTE AL PROGRAMMA
L’episodio evangelico della visita delle tre Marie al sepolcro vuoto di Cristo nella mattina di Pasqua, che veniva letto nella messa solenne della Resurrezione, a partire dal X secolo diede origine in alcune abbazie francesi alla consuetudine di eseguire in modo dialogato l’incontro delle Marie con l’Angelo all’ingresso della tomba. Si tratta dell’embrione di una nuova forma drammaturgica, il “dramma liturgico” (che segna fra l’altro la ripresa in Occidente dell’attività teatrale dismessa dall’epoca tardo imperiale), destinata ad avere nel Medioevo un’enorme fortuna. È una delle forme d’arte che la Chiesa antica metteva in campo per veicolare e rendere comprensibili ai più i misteri che il progressivo affinamento del pensiero teologico tendeva ad allontanare dal sentire comune. Il Museo diocesano di Reggio Emilia conserva un capitello del secolo XII, proveniente dalla pieve di San Vitale di Carpineti, nel quale sono raffigurate tre scene di questo dramma liturgico, noto come “Visitatio sepulchri” (Visita al sepolcro). Questo elemento architettonico è una rarissima testimonianza che tale sacra rappresentazione era conosciuta anche in ambito reggiano e offre lo spunto per mettere in scena in forma interamente cantata la sceneggiatura dell’episodio evangelico pasquale, ripresa da un manoscritto francese coevo del capitello. L’evento è stato progettato con l’intento di fare rivivere, dopo un silenzio di diversi secoli, anche altri due canti connessi con i riti più significativi della Settimana santa, recuperati dai manoscritti provenienti dalla Cattedrale reggiana: un “lamento” della Vergine ai piedi della croce (eseguito durante l’adorazione della croce del Venerdì santo) e un brano a 4 voci per la processione al fonte battesimale della Veglia pasquale.
Si ringraziano don Luca Grassi e la parrocchia di Santo Stefano e l’Unità Pastorale Santi Crisanto e Daria per la disponibilità e la preziosa collaborazione
INFO| Chiesa di Santo Stefano - Via Emilia Santo Stefano – REGGIO EMILIA
Ingresso gratuito senza prenotazione, limitato ai posti disponibili
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GLI INTERPRETI
PIETRO MAGNANI (*1994). Diplomato in Composizione (Conservatorio di Parma), ha studiato Canto gregoriano presso i corsi A.I.S.C.Gre e la Scuola universitaria della Svizzera italiana. Ha inoltre studiato Lettere presso l’Università di Bologna e attualmente lavora come catalogatore di beni librari e musicali.
SILVIA PERUCCHETTI (1983) è musicologa, musicista e bibliotecaria; laureatasi cum laude in Musicologia all’Università di Pavia-Cremona, si è specializzata nello studio della polifonia sacra di area padana di fine ‘500. Dopo gli studi di pianoforte e canto barocco con Monica Piccinini, dal 2006 dirige la Cappella Musicale San Francesco da Paola di Reggio Emilia e il Coro Mavarta di S. Ilario (RE). Dal 2023 dirige la rivista quadrimestrale FarCoro edita da AERCO; fra i saggi pubblicati, A piena voce: la vocalità della polifonia sacra fra Quattro e Cinquecento (in Voci e vocalità nella cultura occidentale, a cura di C. Miatello e V. Confuorto, ed. Armando, 2024). Si occupa intensamente di divulgazione musicale in conferenze-concerto di sua ideazione e corsi di pratica della polifonia dalle fonti originali (dal 2019 tiene a Parma il corso annuale La polifonia rinascimentale in coro: teoria e pratica, dalle fonti antiche al cantar insieme, destinato sia a professionisti che a coristi amatoriali). Dal 2009 è bibliotecaria esperta in catalogazione di fondi antichi, musicali, manoscritti, cartografici e audiovisivi, attività che svolge in varie città emiliane (fra cui l’Accademia Filarmonica e il Museo della Musica di Bologna, e la Biblioteca Estense di Modena, la Biblioteca “Gentilucci” del Conservatorio di Reggio E.).
FRANCESCO CROVETTI, tenore, canta sia come solista che come corista in molte formazioni corali. Ha partecipato a diverse masterclass e ha cantato nella Cappella Musicale del Duomo di Modena per diversi anni, approfondendo il repertorio sacro in tutte le sue forme e prestando servizio anche come cantore guida e salmista. Dal 2024 collabora con la Cappella Musicale S. Francesco da Paola di Reggio Emilia. Sia come solista che come corista ha avuto occasione di cantare in diverse rassegne concertistiche e in luoghi di particolare pregio.
ERIKA PASSINI si è diplomata con Lode in canto lirico presso il conservatorio Vecchi-Tonelli di Modena. Ha partecipato a numerose masterclass e ha cantato il ruolo di Madame Herz nell’“Impresario teatrale” di Mozart e il ruolo di Belinda nel “Dido and Aeneas” di H. Purcell. Ha cantato per diversi anni nella Cappella Musicale del Duomo di Modena e con altre realtà corali della provincia; collabora con la Cappella Musicale S. Francesco da Paola di Reggio Emilia. Dal 2023 insegna canto presso l’Accademia Musicale del Frignano e dal 2025 è direttrice del coro “Montese – Voci d’Appennino”.
IRENE SACCANI si è diplomata nel 2019 in Violino al Conservatorio A. Boito di Parma; comincia a cantare nel coro del conservatorio nel 2004, affiancando poi nel 2007 l’attività in conservatorio con il coro di voci bianche Ars Canto G. Verdi di Parma. Nel 2012 lascia il coro delle voci bianche per iniziare a cantare nel Coro Giovanile della Corale Verdi, dove rimane fino al 2016. Da allora fa parte del Coro Paer di Colorno, dove nel 2018 inizia a esplorare le sonorità della musica medievale, unendosi alla Schola Medievale Femminile. Dal 2017 fa inoltre parte del Coro Giovanile dell’Emilia-Romagna (CGER). Durante gli anni ha avuto modo di approfondire lo studio del canto all’interno di formazioni da camera, come i Sacri Rimbombi e l’ensemble medievale Dolce Arsnova.
IL LUOGO
Chiesa parrocchiale priorale di Santo Stefano protomartire
Vicende della chiesa – Schema cronologico
XI sec. (seconda metà) – Probabile epoca di costruzione della primitiva chiesa di S. Stefano.
XII sec. (inizi) – Ristrutturazione dell’edificio.
1130 – La chiesa, appartenente al Capitolo di S. Prospero, è data in livello al monastero modenese di Frassinoro.
1161 – Dipende dai Cavalieri Templari che vi avevano annesso un ospedale.
1312 – Soppressi i Templari, la chiesa è retta dagli Ospitalieri di San Giovanni, che la fecero governare da un sacerdote secolare, dal 1696 dai frati Minimi di san Francesco da Paola, detti ‘Paolotti’, poi (1794) dai Carmelitani Calzati.
1795 – Rifacimento dell’abside.
1798 – Soppressione dei Carmelitani e chiusura della chiesa.
1808 – Riapertura al culto.
1859 – L’annesso convento torna alle sue funzioni originarie, ospitando le Figlie di Gesù, che ancor oggi lo occupano.
ESTERNO
Alla facciata e al fianco nord è addossato un chiostro quattrocentesco. Parti dei fianchi della chiesa, ciascuno con tre monofore a doppio strombo e una serie d’archetti terminanti in mensole (inizi XII secolo),
sono visibili soltanto accedendo ai solai della canonica, essendo l’edificio inglobato in costruzioni posteriori.
INTERNO
Nel 1953, durante restauri della chiesa, furono messe in luce le antiche colonne, prima ricoperte dai pilastri. Interessante capitello sulla colonna situata fra la terza cappella a sinistra e il coro: vi è riconoscibile Gesù maestro e un angelo.
Alla parete di ingresso un frammento di affresco ove si scorgono soltanto i busti di due personaggi (XV secolo). Altro frammento di affresco, raffigurante un santo, è di fianco alla porta di ingresso secondaria.
CAMPATE DI DESTRA
la) Affresco: Finta ancona con Cristo che sorge dal sepolcro e, in basso, i santi Sebastiano e Rocco (inizi XVI secolo; recuperato in seguito a restauri condotti nel 1978).
Affreschi nella crocera: Gli evangelisti Matteo, Marco e Giovanni (ignoto emiliano dei primi decenni del XVI secolo, con influssi di cultura mantegnesca), tornati alla luce durante i restauri del 1978.
Tela: San Francesco da Paola di Carlo Cignani (Bologna, 1628 – Forlì, 1719). Paliotto a fondo nero, in scagliola, con frutti, fiori, uccelli policromi e, al centro, San Francesco da Paola (datato 1700) di Marco Mazelli (Carpi, 1640 – dopo il 1709).
Tela: Il Sacro Cuore (fine XIX secolo).
BRACCIO DESTRO DEL TRANSETTO
Tela: La Madonna con san Felice di Cantalice di Alessandro Tiarini (Bologna, 1577 – 1688), restaurato nel 1977, proveniente dall’oratorio delle Cinque Piaghe.
CAPPELLA DI FONDO NAVATA DESTRA
Altare in legno intagliato e argentato, artigianato reggiano della prima metà del XVIII secolo (Giacomo Cocconcelli ?), proveniente dalla chiesa di S. Giacomo.
Paliotto a fondo nero con racemi e fiori policromi (al centro un ostensorio entro un cartiglio), scuola carpigiana, inizi XVIII secolo.
Ancona in legno dipinto (XIX secolo).
Tela: Santo Stefano e due martiri, di ignoto reggiano del XVII secolo.
PRESBITERIO
Crocifisso ligneo (fine XV inizi XVI secolo), acquistato nel secondo dopoguerra come opera tardo-barocca (recava infatti aggiunte in stucco e ridipinture che ne alteravano l’aspetto), restaurato nel 1961 e riportato all’originaria forma tardo-quattrocentesca.
CORO
Coro ligneo (1795 c.), artigianato reggiano (il badalone è seicentesco).
Ancona in stucco (fine XVIII – inizi XIX secolo).
Statua lignea: La Madonna del Carmelo, di ignoto emiliano del XVIII secolo.
CAPPELLA DI FONDO NAVATA SINISTRA
Ancona in stucco (XVIII secolo).
Statue in legno: Sant’Anna e la Madonna bambina (XVII secolo), provenienti dalla chiesa del Santo Spirito.
CAMPATE DI SINISTRA
3a) Teletta: La Madonna di Pompei di Enrico Musi (Reggio Emilia, 1867-1941). Ancona lignea (arte emiliana, fine XVIII – inizi XIX secolo).
Tela: La Madonna col Bambino e i santi Tommaso, Giovanni evangelista e Cecilia, di ignoto emiliano della seconda metà del XVI secolo.
Paliotto in scagliola a fondo nero di scuola carpigiana (inizi XVIII secolo).
2a) Teletta: San Francesco in preghiera (XVIII secolo).
Ancona lignea intagliata e dipinta ad imitazione del marmo (XVIII secolo).
Tela: Salomè che riceve la testa del Battista, attribuita a Sebastiano Galeotti (Firenze, 1676 – Mondavio, 1746).
Paliotto di scagliola a fondo nero con stemmi e la figura di San Giovanni Battista (fine XVII – inizi XVIII secolo).
la) Crocifisso di cartapesta, fine XVIII secolo.
SAGRESTIA
Due telette: San Filippo Neri e san Vincenzo Ferreri, opere di ignoto reggiano del XVIII secolo.
Qui si conserva qualche argento di non spregevole fattura (XVII e XVIII secolo) e una bella serie di sei reliquiari settecenteschi in legno intagliato argentato e dorato.
UFFICIO DEL PARROCO
Affresco: parte di finta ancona recante il Cristo che appare sul sepolcro nella lunetta superiore, la Madonna con il Bambino e santo Stefano nel riquadro inferiore (ignoto emiliano, terzo decennio del XVI secolo); il dipinto è situato su quella che anticamente era la parete di fondo di un vano che comunicava direttamente con il transetto sinistro della chiesa; tale vano, nelle piante seicentesche, è indicato come « Sagrestia ».
Tela: Crocifisso con la Madonna e san Giovanni, riferibile ad ignoto emiliano, fra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo.
Statuetta in terracotta: Cristo morto (XVII secolo). Un capitello in arenaria (XII secolo).
(da Massimo Pirondini, Reggio Emilia. Guida storico – artistica, Reggio Emilia, Bizzocchi Editore, 1982, per gentile concessione dell’Editore)
