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	<title>Soli Deo Gloria - Sito Ufficiale &#187; approfondimenti</title>
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		<title>L&#8217;organo storico</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2014 08:50:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[SEMINARIO &#124; L&#8217;organo storico e il suo ruolo nella società del ventunesimo secolo: anacronismo o attualità? Sabato ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SEMINARIO | L&#8217;organo storico e il suo ruolo nella società del ventunesimo secolo: anacronismo o attualità?</strong></p>
<p><strong>Sabato 18 ottobre</strong> alle <strong>ore 11.00</strong>, presso l&#8217;Auditorium &#8220;G. Masini&#8221; dell&#8217;Istituto Superiore di Studi Musicali &#8220;A. Peri &#8211; C. Merulo&#8221; (sede di Reggio Emilia, via Dante Alighieri 11), si terrà un incontro in cui si discuterà sul tema del ruolo dell&#8217;organo storico nella società attuale.</p>
<p>Interverranno numerosi esperti nella cultura e nell&#8217;ambito musicale organistico:</p>
<p><strong>Mons. Tiziano Ghirelli</strong> • Direttore Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla<br />
<strong>Pier Paolo Donati</strong> • Università di Firenze, Direttore di &#8220;Informazione Organistica&#8221;<br />
<strong>Luigi Swich</strong> • Ispettore onorario per gli organi storici delle province di Parma e Piacenza<br />
<strong>Carlo Giovannini </strong>• Ispettore onorario per gli organi storici delle province di Modena e Reggio Emilia<br />
<strong>Sauro Rodolfi</strong> • Musicista e storico della musica<br />
<strong>Giuliana Montanari</strong> • Ricercatrice e insegnante di organologia<br />
<strong>Pierpaolo e Federico Bigi </strong>• Maestri d&#8217;organo e restauratori (Castellazzo &#8211; RE)</p>
<p>Nell&#8217;ambito de &#8220;L&#8217;Orecchio del Sabato&#8221;, annuale ciclo di incontri, lezioni-concerto e musica dal vivo organizzato dalla Biblioteca Musicale &#8220;Armando Gentilucci&#8221;.</p>
<p>Ingresso libero.</p>
<p><strong></strong><strong>INFO</strong> | Auditorium &#8220;G.Masini&#8221; &#8211; Istituto Superiore di Studi Musicali &#8220;A. Peri &#8211; C. Merulo&#8221;, via Dante Alighieri 11, Reggio Emilia</p>
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		<title>OTTAVIO DANTONE</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Sep 2014 08:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[ANTEPRIMA CONCERTO &#124; Ottavio Dantone alla Galleria Parmeggiani per Soli Deo Gloria. Domenica 5 ottobre alle ore 17 presso la Galleria ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>ANTEPRIMA CONCERTO | Ottavio Dantone alla Galleria Parmeggiani per Soli Deo Gloria.</p>
<p><strong>Domenica 5 ottobre</strong> alle <strong>ore 17</strong> presso la <strong>Galleria Parmeggiani</strong> a Reggio Emilia si terrà uno degli appuntamenti più attesi dell&#8217;edizione 2014 di Soli Deo Gloria, il concerto di <strong>Ottavio Dantone</strong>, clavicembalista e direttore d&#8217;orchestra di fama internazionale. Dantone si esibirà al clavicembalo in un programma interamente dedicato a Bach e ai suoi figli, come si intuisce dal titolo: <strong><em>&#8220;Bach in Famiglia!&#8221;</em></strong>.</p>
<p>Vi riportiamo l&#8217;intervista rilasciata dal Maestro Dantone alla Gazzetta di Reggio nello speciale dedicato ai 10 anni della rassegna Soli Deo Gloria.</p>
<p><strong>TUTTO DEDICATO ALLA FAMIGLIA BACH</strong><br />
<strong><em>Ottavio Dantone eseguirà alla Galleria Parmeggiani brani di Johann Sebastian e dei suoi figli.</em></strong></p>
<p>Indaffaratissimo, tra una partenza e l’altra, Ottavio Dantone che adesso abita a Parigi – per motivi di cuore e non per fuggire dall’Italia quale ennesimo genio in fuga – trova il tempo per illustrare il bellissimo programma dedicato alla famiglia Bach che eseguirà al clavicembalo il 5 ottobre per Soli Deo Gloria alla Galleria Parmeggiani.<br />
<strong>Maestro Dantone qual è il segreto con il quale affronta la musica antica, riuscendo ad avere una così profonda empatia con il pubblico?</strong><br />
Non c’è nessun segreto. Prima di affrontare un autore antico è quanto mai opportuno studiare e capire il suo linguaggio; non bisogna subito partire con la fantasia o l’estro. Fondamentale è comprendere quali sono i codici, apprendere la teoria degli affetti, capire la retorica che sta dietro a quella musica. La cosa più importante da cui partire è la comprensione del linguaggio musicale, della sua grammatica, del suo lessico. Bisogna accostarsi con la massima sincerità e consapevolezza partendo dalla musica che si ha davanti.<br />
<strong>Come lavora in questo senso con il suo clavicembalo?</strong><br />
C’è da dire che il clavicembalo è tra gli strumenti più difficili, perché l’espressione non si ricava dai crescendi o diminuendi, ma occorre variare il tocco, apprendere l’agogica legata all’uso del ritmo e attingere il possibile alla ricchezza timbrica. Sono peculiarità che non si ottengono senza un’applicazione costante e strutturata. Dei giorni sto sullo strumento anche 12 ore.<br />
<strong>Il suo studio quindi è mirato anche al superamento di certi limiti.</strong><br />
Ci sono degli strumenti come la voce che hanno tutto e altri no. Per questi bisogna sopperire con la ricerca e l’applicazione.<br />
<strong>A quali maestri deve la sua formazione?</strong><br />
Da piccolo non avevo soldi per andare all’estero, in ogni caso sono stato fortunato perché, vicino casa, a Milano, ho incontrato due maestri di valore. Per l’organo Luigi Benedetti, organista del Duomo, che era molto scrupoloso nel contrappunto nel farmi apprendere l’armonia e i codici dell’improvvisazione. Per il clavicembalo il mio riferimento è stato Emilia Fadini: con lei ho appreso il tocco, l’importanza fondamentale dello studio della retorica musicale e lo sfruttamento delle caratteristiche timbriche dello strumento.<br />
<strong>Alla famiglia Bach è dedicato il suo programma di Soli Deo Gloria.</strong><br />
Il padre Johann Sebastian apre e chiude con due pezzi significativi, due monumenti oserei dire: uno, la Fantasia e fuga BWV 904 in stile rigido e severo, e l’altro, la Fantasia cromatica e fuga BWV 903, che contiene effetti inusuali. Due brani con vistose differenze, messi a confronto con lo stile dei figli che si è evoluto grazie all’insegnamento di un padre così grande.<br />
<strong>Qual è la peculiarità di questi figli musicisti?</strong><br />
Senz’altro quella di essere i massimi esponenti del passaggio tra lo stile barocco a quello galante e al classicismo fino allo Sturm und drang che approda nel romanticismo. Quattro figli ognuno con le proprie peculiarità: Johann Christian legato molto allo stile galante e all’Italia, e poi Johann Christoph Friedrich, il più tradizionale, ma anche Carl Philip che imprimeva nella musica i suoi frequenti cambi di umore. E poi Wilhelm Friedemann, il preferito dal padre e forse il più dotato. Anche la sua musica è geniale quanto imprevedibile. Peccato che si debba proprio a lui la perdita di molta musica del padre.</p>
<p><em>(Gazzetta di Reggio, 30/03/2014, intervista di Giulia Bassi)</em></p>
<p><strong>BIOGRAFIA. Ottavio Dantone</strong> si è diplomato in organo e clavicembalo presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano e ha intrapreso giovanissimo la carriera concertistica, dedicandosi fin dall’inizio allo studio e al costante approfondimento della musica antica, segnalandosi presto all’attenzione del pubblico e della critica.<br />
Nel 1985 ha ottenuto il premio di basso continuo al Concorso Internazionale di Parigi e nel 1986 è stato premiato al Concorso Internazionale di Bruges (due dei concorsi di clavicembalo più importanti del mondo), primo italiano ad aver ottenuto tali riconoscimenti a livello internazionale in ambito clavicembalistico.<br />
Dal 1996 è il direttore musicale dell’Accademia Bizantina di Ravenna.<br />
Nel 1999, la prima esecuzione in tempi moderni del “Giulio Sabino” di Giuseppe Sarti ha segnato il suo debutto operistico. Da allora affianca alla sua abituale attività di solista e leader di gruppi da camera quella ormai intensa di direttore d’orchestra, estendendo il suo repertorio all’opera e al periodo classico e romantico e accostando al repertorio più conosciuto la riscoperta di titoli meno eseguiti o in prima esecuzione moderna.<br />
E’ regolarmente ospite dei più prestigiosi teatri d’opera e dei Festival internazionali più importanti del mondo.<br />
Moltissime le registrazioni radiofoniche e televisive in Italia e all’estero, nonché quelle discografiche sia come solista che come direttore, per le quali ha ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti dalla critica internazionale. Dal 2003 incide per la Decca.</p>
<p><strong>INFO</strong> | Galleria Parmeggiani &#8211; corso Cairoli 1, Reggio Emilia</p>
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		<title>Ton Koopman</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jul 2013 20:48:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[RETTIFICA AL PROGRAMMA &#124; il concerto previsto per lunedì 9 settembre è stato anticipato a mercoledì 4 ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>RETTIFICA AL PROGRAMMA | il concerto previsto per lunedì 9 settembre è stato anticipato a mercoledì 4 settembre!</p>
<p><strong>Mercoledì 4 settembre</strong> alle <strong>ore 21</strong> presso la <strong>Basilica della Beata Vergine della Ghiara</strong> a Reggio Emilia si esibisce <strong>Ton Koopman</strong>, organista di fama internazionale, vincitore del Prix d’Excellence e fondatore dell’Amsterdam Baroque Orchestra. Per Soli Deo Gloria Koopman si esibisce con un repertorio di musiche di J. S. Bach, C. P. E. Bach, D. Buxtehude, F. Couperin.</p>
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<p>Ton Koopman si è esibito nelle più importanti sale da concerto e nei più prestigiosi festival dei cinque continenti. Come organista ha suonato sui preziosi strumenti antichi esistenti in Europa, mentre come <strong>clavicembalista e direttore dell’Amsterdam Baroque Orchestra &amp; Choir</strong> ha suonato al Concertgebouw di Amsterdam, al Théatre des Champs-Elysées di Parigi, al Musikverein e alla Konzerthaus di Vienna, Philharmonie di Berlino, Lincoln Center di Carnegie Hall di New York, Suntory Hall di Tokyo così come a Londra, Bruxelles, Madrid, Roma, Salisburgo, Copenhagen, Lisbona, Monaco e Atene.</p>
<p>Ton Koopman svolge un’<strong>intensa attività come direttore ospite</strong> e ha lavorato con le principali orchestre del mondo tra le quali spiccano Filarmonica di Berlino, Royal Concertgebouw di Amsterdam, Orchester des Bayerischen Rundfunks, Tonhalle Orchester di Zurigo, Wiener Symphoniker Orchestre Philharmonique de Radio France, Boston Symphony, Chicago Symphony, New York Philharmonic, San Francisco Symphony, così come Cleveland Orchestra, dove è Artista Residente.</p>
<p>Il concerto, in memoria di Adriana Cavallini, è organizzato nell’ambito della Sagra della Giareda 2013.</p>
<p><strong>INFO</strong> | Basilica della Beata Vergine della Ghiara - corso Garibaldi 44, Reggio Emilia</p>
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		<title>Il monogramma</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 12:33:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le iniziali JSB sono presenti due volte, da sinistra a destra e viceversa, specularmente, a formare un ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le iniziali JSB sono presenti due volte, da sinistra a destra e viceversa, specularmente, a formare un intreccio sovrastato da una corona di dodici pietre.</p>
<p><img class="wp-image-1388 alignnone" alt="monogramma jsb" src="http://localhost:8888/wordpress/wp-content/uploads/2013/06/monogramma.jpg" width="664" height="285" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>II monogramma illustra il motto <em><strong>Christus coronabit crucigeros</strong></em> (Cristo incoronerà coloro che portano la Croce), utilizzato da Bach come <em>symbolum</em> enigmatico nel Canone doppio sopr’il soggetto BWV 1077 (datato 1747; il canone è basato sullo stesso modulo del basso delle Variazioni Goldberg e la sua linea melodica di cinque note, una sorta di lamento cromatico, presenta analogie con la Variazione XXV).</p>
<p>Al centro del monogramma è possibile identificare la lettera greca χ, simbolo cristologico la cui forma richiama ovviamente la Croce, nonchè iniziale della parola <em>Christós</em> in greco.</p>
<p>Nell’intreccio delle proprie iniziali Bach dunque attraverso il proprio monogramma “porta la Croce” (crucigeros), e la corona celeste (Christus coronabit) si trova così al di sopra del <em>symbolum</em>.</p>
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